Storiografia

La storiografia deistica è un campo di studio che esamina lo sviluppo della religione naturale attraverso la storia umana, concentrandosi su come le idee deistiche si siano evolute e abbiano influenzato la cultura e la filosofia nel corso dei secoli. Il deismo è una filosofia religiosa che afferma l’esistenza di un dio creatore che non interviene nell’universo dopo averlo creato, e che la conoscenza di questo dio può essere raggiunta attraverso la ragione e l’osservazione della natura piuttosto che tramite la rivelazione divina o le scritture sacre.


1. Antichità Preistorica

La Religione Naturale nasce spontaneamente negli esseri umani, che osservano fenomeni naturali come la pioggia, i terremoti, e la morte. Basandosi sull’osservazione e la razionalità, formulano ipotesi metafisiche rudimentali senza affidarsi a profeti o testi sacri. Emergo forme di animismo e totemismo, venerando spiriti della natura e antenati defunti, ipotizzando un assoluto divino presente in ogni aspetto del mondo naturale.

Secondo Karen Armstrong, citando Wilhelm Schmidt, inizialmente gli esseri umani concepirono un Dio come la Causa Prima di tutte le cose, troppo esaltato per un culto umano. Questo Dio divenne gradualmente remoto e fu sostituito da divinità più attraenti nei pantheon pagani, essendo considerato troppo distante e incomprensibile per un culto quotidiano.


2. Antichità Classica

In questa fase, le civiltà antiche come quelle greche e romane svilupparono concezioni più sofisticate del divino. Filosofi come Socrate, Platone e Aristotele introdussero idee di una causa prima o di un motore immobile, influenzando profondamente il pensiero deistico. Le divinità olimpiche rappresentavano forze naturali, ma il pensiero filosofico iniziava a muoversi verso una comprensione più astratta del divino.

3. Epoca Ellenistica

Con l’espansione dell’impero di Alessandro Magno, le idee religiose e filosofiche si mescolarono e si diffusero. La filosofia stoica e il neoplatonismo svilupparono ulteriormente l’idea di un dio razionale e immanente, che sarebbe stato ripreso dai pensatori deistici successivi.

4. Tardo Antico e Inizio del Medioevo

Durante questa fase, la religione naturale fu spesso subordinata alle teologie rivelate del cristianesimo, dell’ebraismo e dell’islam. Tuttavia, i filosofi come Plotino e Agostino di Ippona esplorarono concetti di divinità che integrarono elementi di filosofia greca con teologia cristiana.

5. Alto Medioevo

In questo periodo, le scuole filosofiche e teologiche, come la scolastica, cercarono di armonizzare la ragione con la fede. Tommaso d’Aquino, in particolare, sviluppò argomenti per l’esistenza di Dio che utilizzavano sia la ragione naturale che la teologia rivelata, ponendo le basi per il pensiero deistico successivo.

6. Basso Medioevo

Verso la fine del Medioevo, la riscoperta dei testi aristotelici e l’emergere delle università favorirono un approccio più razionale e meno dogmatico alla teologia. Questo preparò il terreno per il Rinascimento, quando le idee deistiche iniziarono a prendere forma.

7. Rinascimento

Il Rinascimento fu un periodo di grande riscoperta della filosofia e della scienza classica. Pensatori come Leonardo da Vinci e Galileo Galilei esplorarono il mondo naturale attraverso l’osservazione empirica, promuovendo una visione del mondo più razionale e meno dipendente dalle autorità religiose tradizionali.

8. Illuminismo

Questa fase è cruciale per lo sviluppo del deismo. Pensatori come Voltaire, John Locke, Thomas Paine e Jean-Jacques Rousseau promuovevano una visione del divino basata sulla ragione e l’osservazione del mondo naturale, rigettando le superstizioni e i dogmi religiosi. Il deismo divenne una religione molto seguita e influente tra i pensatori dell’Illuminismo.

9. Rivoluzione Scientifica

Con l’avvento della Rivoluzione Scientifica, figure come Isaac Newton e altri scienziati contribuirono a una comprensione meccanicistica dell’universo. La scoperta delle leggi naturali rinforzava l’idea di un dio creatore che stabilì queste leggi ma non interveniva più direttamente nel mondo.

10. Rivoluzione Americana e Francese

Durante queste rivoluzioni, le idee deistiche influenzarono i fondatori degli Stati Uniti e i rivoluzionari francesi. La nozione di diritti naturali e di un ordine morale universale rispecchiava i principi deistici di un universo governato da leggi razionali.

11. Epoca Vittoriana

Nel XIX secolo, il deismo si evolse ulteriormente con il dibattito tra scienza e religione, in particolare con la pubblicazione de “L’origine delle specie” di Charles Darwin. Il deismo offriva una posizione intermedia tra la religione rivelata e l’ateismo, sostenendo che l’evoluzione era compatibile con l’esistenza di un creatore razionale.

12. Età Moderna

Nel periodo moderno, il deismo ha continuato a influenzare il pensiero religioso e filosofico. Sebbene il deismo non sia mai diventato una religione organizzata, ha lasciato un’impronta significativa sulla teologia liberale e sulla filosofia della religione. L’idea di un dio razionale e distante ha influenzato anche il pensiero scientifico e il laicismo.

13. XX Secolo

Nel XX secolo, il deismo ha subito un declino in termini di influenza diretta, ma le sue idee sono rimaste presenti nelle discussioni sulla religione e sulla scienza. Pensatori come Albert Einstein hanno espresso visioni del divino che risuonavano con i principi deistici.

14. Epoca Contemporanea

Oggi, la storiografia deistica esplora come le idee deistiche continuano a evolversi e influenzare il pensiero contemporaneo. Con l’avvento della scienza moderna e delle nuove scoperte cosmologiche, la visione deistica del mondo si confronta con nuove sfide e opportunità. Il dialogo tra scienza e religione spesso riflette temi deistici, come la ricerca di un ordine razionale nell’universo e l’idea che la spiritualità possa essere compatibile con la razionalità scientifica.

In sintesi, la storiografia deistica traccia lo sviluppo della religione naturale da un’antica intuizione del divino nella natura, attraverso le filosofie della ragione e dell’osservazione empirica, fino ai dibattiti moderni su scienza e spiritualità. Ogni fase riflette una reinterpretazione e una rinascita delle idee deistiche in risposta ai cambiamenti culturali e intellettuali.

Antichità ⁓ Deisti ante-litteram

Il Deismo è un pensiero di cui si trova traccia in ogni epoca e cultura della storia umana. Erano deisti Anassagora, Aristotele ed Epicuro nell’Antica Grecia, altri come Al-Maʿarri e Averroè nell’Età dell’Oro islamica, Arnaldo da Brescia e Marsilio da Padova nell’Italia Medievale, e altri ancora.

Non è strano che il pensiero deista sia così onnipresente nella storia umana, non basandosi su profeti o specifici scritti, ma essendo tratto dalla ragione e dalla natura, la sua formulazione è stata la stessa conclusione di tante persone di epoche e culture diversissime tra loro.


1500 ⁓ La Nascita del Deismo

Leonardo Da Vinci trova prove nei fossili, nelle formazioni rocciose e nei movimenti dell’acqua che la Terra era molto più antica di quanto insegnassero la Bibbia e la Chiesa cattolica romana, inoltre nega che il Sole giri intorno alla Terra, molto prima di Galileo e Coperinico. Per questi e altri motivi nega le “verità” nella Bibbia e critica ferocemente la Chiesa. Ritiene che sia la Ragione, e non la Fede, ad essere lo strumento per arrivare a Dio.

Nemmeno mezzo secolo dopo dalla sua morte, nel 1564, il teologo Pierre Viret denuncia che esiste in Italia un gruppo di persone che si fanno chiamare Deisti:

“si fanno chiamare Deisti, una parola completamente nuova, che vogliono contrapporre ad Ateo. Perché “ateo” significa una persona che è senza Dio, mentre loro vogliono far capire che non sono affatto senza Dio, poiché certamente credono che ci sia una sorta di Dio, che riconoscono persino come Creatore del cielo e della terra.”


1600 ⁓ La diffusione del Deismo

Nel 1600 le difficoltà iniziali a superare la censura, non solo ecclesiastica, per le posizioni di estremo razionalismo, il deismo diventò ben presto una delle principali correnti d’interpretazione filosofica del religioso, anticipando le tematiche che avrebbero trovato pieno sviluppo con l’illuminismo.

Se l’amico di Cartesio, Marino Mersenne, nel 1624 sente l’urgenza di denunciare il diffondersi del deismo in Europa e pubblica “L’impiété des déistes, athées et libertins de ce temps, combatue et renversée de point en point par raisons tirées de la philosophie et de la théologie“, Pascal qualche decennio dopo denunzierà come deisti tutti coloro che pretendono di assurgere alla conoscenza di Dio prescindendo dalla Rivelazione positiva tramandata dalla tradizione ecclesiastica e contrapporrà al «dio dei filosofi», raggiunto con il lume naturale, il vero Dio rivelato dalla Sacra Scrittura, il dio dei patriarchi, il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe.

D. Hume nei suoi Dialoghi sulla religione naturale, sostenendo che “la materia può essere suscettibile di numerose e grandi rivoluzioni durante i periodi infiniti di durata eterna del mondo”, contro la tradizione che da Anassagora si estenderà fino ad Hegel e oltre, attacca il privilegio accordato “a questa piccola agitazione del cervello che noi chiamiamo pensiero” facendone il modello di risoluzione di tutti gli enigmi posti dall’esistenza e dal funzionamento dell’universo. Molti furono i personaggi illustri dell’illuminismo europeo che sostennero le posizioni del deismo, tra i più noti John Locke, Samuel Clarke, Toland, Tindal, Collins, Voltaire, Lessing e Kant.


1700 ⁓ La Religione degli Illuministi

Nel Settecento in molti paesi il deismo è diffuso in ambienti massonici tra cui intellettuali e politici come Lessing, Voltaire, Thomas Jefferson, Fichte, Hegel.

In Germania il deista forse più noto, insieme con Adam Weishaupt, il fondatore dell’ordine degli Illuminati, è Hermann Samuel Reimarus, i cui scritti furono pubblicati postumi da Gotthold Ephraim Lessing come Frammenti dell’anonimo di Wolfenbüttel (tr. it. a cura di F. Parente, Bibliopolis, Napoli, 1977). In particolare la pubblicazione del frammento in cui Reimarus contestava l’attendibilità storica del miracolo della Resurrezione di Gesù, attribuendola a un’invenzione dei discepoli, destò un vivacissimo scandalo nel corso del quale a Lessing fu vietato il diritto di replica. Lessing utilizzerà questo silenzio imposto per portare sul palcoscenico la prosecuzione del confronto con il pastore Goeze, scrivendo il dramma Nathan il saggio in cui, utilizzando la parabola dei tre anelli, già presente nel Decameron di Boccaccio, svilupperà al contempo il tema della tolleranza e il tema della teoria dell’impostura.


1796 – 1802 ⁓ La Teofilantropia

Thomas Paine, insieme ad altri discepoli di Rousseau e Robespierre, creano una nuova visione che combina il deismo di Rousseau quello della virtù civica di Robespierre virtù civica (rè de la vertu). Jean-Baptiste Chemin scrive il Manuale dei Teofilantropi, e Valentin Haüy offre il suo istituto per ciechi come luogo provvisorio di incontro. Quando, in seguito, il Convenzione rivolto a loro il piccolo Chiesa di Sainte Catherine, in Parigi, la nascente setta vinse alcuni seguaci e protettori; tuttavia il suo progresso è stato lento fino a Louis Marie de La Révellière-Lépeaux, un membro influente di Direttorio, che ne ha assunto la causa.

Ma è stato solo dopo il Rivoluzione di 18 Fructidor, il che lo ha lasciato padrone della situazione, che la sua simpatia ha dato i suoi frutti. Allora era l’apogeo del teofilantropismo. Fuso in un certo senso con il culte décadaire, è entrato in possesso di alcune delle grandi chiese di Parigi come Notre Dame de Paris, Saint-Jacques du Haut Pas, St-Médard eccetera.; ha preso una parte cospicua in tutte le celebrazioni nazionali, e dalla metropoli è passato alle province, principalmente il Dipartimento di Yonne.

Il movimento, nonostante una forte opposizione da parte dei cattolici, si stava gradualmente impadronendo delle masse quando il Direttorio lo interruppe bruscamente. Napoleone Bonaparte soppresso il movimento.

Reazione cattolica
Il clero costituzionale, nel consiglio nazionale, tenutosi a Notre Dame nel 1797, protestò contro la nuova religione, e Henri Grégoire ha scritto nel suo Annales de la Religion (VI, n. 5.):

“Il teofilantropismo è una di quelle istituzioni derisorie che pretendono di portare a Dio proprio quelle persone che allontanano da Lui allontanandole dal cristianesimo … Orrore dei cristiani, è respinto dai filosofi che, sebbene non ne sentano il bisogno di una religione per se stessi, vogliono ancora che le persone si aggrappino alla fede dei loro padri “.


Papa Pio VI, Il 17 maggio 1800 impose un interdetto alle chiese che erano state usate dai deisti, e Cardinale Consalvi, nel corso delle trattative riguardanti il Concordato del 1801, ha chiesto che si metta rapidamente fine al loro uso delle chiese cattoliche.

1800


Nel 1829, Henri Carle ha fondato “L’alliance religieuse universelle”,[1] con La libera coscienza come suo organo, ma sia la società che il periodico sono scomparsi durante il Guerra franco-prussiana. Nel 1882, Décembre e Vallières, attraverso La fraternité universelle e molte pubblicazioni simili, cercarono direttamente di riorganizzare la setta, ma il tentativo fallì e, nel 1890, Décembre confessò l’impossibilità di suscitare l’interesse pubblico. Camerlynck’s il voluminoso libro “Théisme”, pubblicato a Parigi nel 1900, aveva uno scopo simile e ha incontrato un destino simile.

1900 – Durante il Fascismo

Con la Riforma Gentile c’era il rischio che il Deismo arrivasse nelle scuole italiane, così la Chiesa Cattolica si oppose saldamente pretendendo l’inserimento della Religione Cattolica e l’ultima parola nella scelta degli insegnanti. L’ateo Benito Mussolini, che riconosceva l’importanza di una religione per unire il popolo, riteneva il deismo “astratto”, preferendo il cattolicesimo, e quindi accettò tutte le richieste della Chiesa.

Dopo la caduta del fascismo, un “Voltaire italiano” (come definito dallo storico Luciano Guerci) il Padre Costituente Arturo Labriola in un discorso dell’Assemblea Costituente difende i Deisti dalle pretese della Chiesa di fondare un Repubblica cattolica.