Ex-cattolico (ex-catechista) ed ex-ateo

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      Nicolas
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        Sono cresciuto come cattolico, ho fatto tutti i sacramenti e sono diventato catechista all’età di circa 16 anni. Per circa 2-3 anni ho fatto catechismo ai bambini. È stata un’esperienza molto importante per me.

        La maggior parte dei bambini palesemente non voleva stare lì, non gli importava nulla del catechismo e ci andavano perché obbligati dai genitori, ma alcuni bambini invece erano incuriositi e facevano anche domande intelligenti su Gesù, Dio, etc.

        Da catechista volevo rispondere per bene alle loro domande, così, seppur avevo già letto e studiato bene i vangeli, iniziai a leggere e studiare tutta la Bibbia, attività che mi richieste diverso tempo, anche perché lo facevo mentre consultavo fonti archeologiche e storiche per capire meglio il contesto e tutto il resto.

        Dopo aver finito la Bibbia, ebbi come un’illuminazione: quello che avevo appena finito di leggere non era la parola di Dio, ma dei racconti scritti da pastori mediorientali di 2000 anni fa che interpretavano il mondo con i loro strumenti.

        Così diventai ateo. Mi sentii preso in giro da quello che la Chiesa mi aveva insegnato per anni, e iniziai a pensare che Dio fosse solo un’invenzione per manipolare le masse. Diventai un grande fan di atei famosi come Bertrand Russell, Ricky Gervais, Richard Dawkins, etc.

        Ma con il tempo, conoscendo Voltaire e altri filosofi, iniziai a scoprire il deismo. Così scopri che non aveva senso buttare via il bambino con l’acqua sporca, capii che il mio ateismo era più una reazione di rabbia verso ciò che mi era stato inculcato contro la mia volontà.

        Capii che Dio è un’idea razionale, ma solo nei limiti di ciò che possiamo conoscere. Che la negazione totale priva di prove è una presa di posizione ardua da sostenere in una realtà che sappiamo così poco dell’universo è praticamente nulla sulla singolarità che l’ha generato.

        Capii che il Deismo era la migliore scelta per me, o meglio, non era nemmeno una scelta, ero deista e basta, perché non potevo pensare diversamente. Non si sceglie in cosa credere, si crede in ciò che si ritiene razionale.

        Nel corso della vita alcune persone cercarono di convertirmi alle loro religioni, tra cui Islam, Buddhismo e Scientology, e per quanto trovassi anche qualche aspetto positivo (tra tanti negativi) non riuscivo proprio ad accettare il dogmatismo, perché esso è ciò che limita la ricerca spirituale, e senza ricerca spirituale non c’è spiritualità, e quindi nulla ha senso.

        La spiritualità è una componente essenziale per me, e la ricerca spirituale è possibile solo con un approccio deistico per quanto mi riguarda.

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