Pitagorismo


I Pitagorici possono essere considerati dei precursori del deismo per diversi motivi legati alla loro concezione del divino e del rapporto tra l’uomo e l’universo.

Credenza in un principio ordinatore o divino

I Pitagorici credevano in un principio ordinatore o divino che permeava l’universo e che stabiliva un ordine armonico e matematico. Questo principio, spesso indicato come “il Tutto” o “l’Uno”, era considerato la fonte da cui derivava l’intero cosmo e tutte le sue leggi. Questa concezione di un principio divino immanente e ordinatore può essere paragonata alla visione deista di un Dio che ha creato l’universo secondo un ordine razionale e poi lo ha lasciato funzionare secondo le leggi naturali.

Enfasi sull’armonia e sull’ordine nell’universo

I Pitagorici vedevano l’universo come un sistema armonico e matematico, regolato da leggi precise e immutabili. Credevano che attraverso lo studio della matematica e della geometria, l’uomo potesse comprendere l’ordine divino dell’universo. Questa enfasi sull’armonia e sull’ordine può essere vista come una forma di deismo, che riconosce un’intelligenza divina dietro l’ordine e la regolarità dell’universo.

Rifiuto del politeismo e del culto degli dei antropomorfi

I Pitagorici tendevano a rifiutare il politeismo e il culto degli dei antropomorfi tipico della religione greca dell’epoca. Pur riconoscendo l’esistenza di divinità, consideravano queste entità più come emanazioni o aspetti del principio divino supremo piuttosto che come divinità antropomorfe con volontà e personalità individuali. Questo approccio rientra nella visione deista di un Dio trascendente e non antropomorfizzato.

In sintesi, i Pitagorici condividono alcune somiglianze concettuali con il deismo, in particolare per quanto riguarda la loro concezione di un principio divino ordinatore e la percezione dell’universo come un sistema armonico e regolato. Tuttavia, è importante notare che mentre i Pitagorici hanno influenzato il pensiero filosofico successivo, il deismo è emerso come una posizione teologica più esplicita solo in epoche più tarde.