Religione Naturale

La prima religione
La vera religione

La Religione Naturale è un concetto complesso che varia a seconda delle interpretazioni e dei contesti culturali. Tuttavia, cerchiamo di fornire una spiegazione generale.

In linea di massima, la Religione Naturale si basa sull’idea che la conoscenza del divino si possa ottenere attraverso l’osservazione della natura e l’uso della ragione, senza la necessità di rivelazioni divine o testi sacri. E’ un approccio alla spiritualità che privilegia l’esperienza diretta e la riflessione personale sulla realtà naturale.

Nel corso della storia, molte culture e tradizioni religiose hanno adottato forme di Religione Naturale, vedendo la divinità o il sacro riflesso negli elementi naturali, nei cicli stagionali, negli animali e così via.

Questo tipo di religione può assumere molte forme diverse, inclusi l’animismo, lo sciamanesimo e altre pratiche tradizionali.

Il Deismo è spesso considerato l’evoluzione moderna e l’ultimo stadio della Religione Naturale. I deisti si basano ancora sull’osservazione razionale, ma tendono a rifiutare conoscenze che contraddicono le scoperte scientifiche.

In sostanza, la Religione Naturale rappresenta un approccio alla spiritualità che si basa sull’osservazione e la comprensione della natura, senza fare affidamento su dogmi religiosi o testi sacri.

Religione Naturale vs Religione Positiva

Ci sono diversi autori che hanno affrontato il tema della distinzione tra religione naturale e religioni positive. Ecco alcuni di loro:

  1. Immanuel Kant: Nella sua opera “Religione entro i limiti della mera ragione”, Kant discute della religione naturale come una forma di religiosità basata sulla ragione pratica e distingue questa forma di religione dalle religioni positive, che considera come religioni istituzionalizzate con dogmi e rituali.
  2. Friedrich Schleiermacher: Schleiermacher, considerato uno dei padri della teologia moderna, ha affrontato la distinzione tra religione naturale e religioni positive nella sua opera “Reden über die Religion” (“Discorsi sulla religione”). Egli sosteneva che la religione naturale si basa sull’intuizione di una realtà ultima, mentre le religioni positive si basano sulla rivelazione e sulla tradizione.
  3. Rudolf Otto: Nel suo libro “The Idea of the Holy” (“Idea del Sacro”), Otto discute della natura dell’esperienza religiosa e della distinzione tra il sacro (religione naturale) e le forme organizzate di religione (religioni positive).
  4. Paul Tillich: Tillich, teologo esistenzialista, discute della religione naturale e delle religioni positive nella sua opera “Dynamics of Faith” (“Dinamiche della fede”) e sottolinea l’importanza dell’esperienza religiosa come fondamento della fede.

Questi sono solo alcuni degli autori che hanno affrontato questo argomento. Le loro opere offrono approcci diversi e prospettive interessanti sulla distinzione tra religione naturale e religioni positive.

Secondo Hegel

Se nel primo scritto egli contrappone il cristianesimo alla religione popolare dando alla seconda maggior peso, nell’altro scritto La vita di Gesù Hegel contrappone il cristianesimo alla religione naturale intendendo con essa quella religione che si costruisce entro i limiti della sola ragione. Questa contrapposizione a lui serve per dimostrare, così come nel caso precedente, una certa degenerazione che si è concretizzata nel cristianesimo. Hegel allora riconduceva la figura di Cristo ad una figura che aveva esortato a stabilire delle massime razionali del tipo: agite in maniera tale che ciò che volete che gli altri facciano, sia valido anche per voi. La domanda che Hegel allora si pone è in che modo il cristianesimo, da religione naturale quale era stata istituita da Cristo sia diventata religione positiva, ossia una religione piena di dogmi, precetti, istituzioni, leggi (quindi qui positivo non è inteso in senso di “buona” ma in senso giuridico quindi organizzata per leggi). Egli risponde a questa domanda nello scritto La positività della religione cristiana (1795). Egli risponde che la causa di questa “degenerazione è da riscontrarsi nell’ambiente ebraico che durante la vita di Gesù non è stato in grado di cogliere l’essenza del suo messaggio. Ed inoltre, afferma Hegel, il limite sta anche nella stessa figura di Gesù: egli stesso ebreo fu condizionato dall’ambiente in cui si trovò a parlare, dalle istituzioni che in quell’ambiente vi erano. Per cui egli utilizzò degli strumenti in modo che potesse essere capito. (fonte)

Secondo Lord Herbert

Nei trattati di Lord Herbert cinque idee religiose venivano riconosciute come donate da Dio e innate nella mente dell’uomo fin dall’inizio dei tempi: la fede in un essere supremo, nella necessità della sua culto, nel perseguimento di una vita pia e virtuosa come la forma di culto più desiderabile, nel bisogno di pentimento per i peccati e in ricompense e punizioni nell’aldilà. Queste credenze religiose fondamentali, sosteneva Herbert, erano state possedute dal primo uomo, ed erano fondamentali per tutte le degne religioni istituzionalizzate positive dei tempi successivi. Pertanto, le differenze tra sette e culti in tutto il mondo erano generalmente benigne, semplici modifiche di verità universalmente accettate; erano corruzioni solo quando portavano a pratiche barbare come l’immolazione di vittime umane e il massacro di rivali religiosi. (fonte)