Riti

Esistono diversi riti promossi dall’Unione Deista Italiana, alcuni dei quali hanno una storia secolare e derivano dalle prime organizzazioni deiste, come quella dei Teofilantropi, e dagli insegnamenti di uomini illuminati dell’antichità.

Ogni deista è totalmente libero di seguire o meno ognuno dei seguenti riti, ma l’UDI suggerisce il loro impiego perché ritiene che essi possano dare risultati positivi sulla spiritualità e sulla ricerca della verità.

I riti principali promossi dall’Unione Deista Italiana sono:

1 – Esame di Coscienza
2 – Altare Domestico
3 – Iscrizioni alle Pareti
4 – Rito del Dono
5 – Pratiche Rituali
6 – Riti Cerimoniali
7 – Cimento di Virtù

8 – Festività


1 – ESAME DI COSCIENZA

Un rito molto diffuso tra i deisti è l’Esame di Coscienza. Prima di dormire, o in qualsiasi altro momento della giornata che preferiscono, i Deisti riflettono intimamente su se stessi e sul proprio operato.

Questo era uno dei riti previsto dal movimento deista dei Teofilantropi, ed è una pratica spirituale presente in tantissime religioni, tra cui il cristianesimo ed ebraismo. Ma non solo.

L’esame di coscienza era una pratica già presente tra i pitagorici, gli stoici e gli epicurei. Per gli adepti delle scuole filosofiche ellenistico-romane l’esame di coscienza era il mezzo per rendersi conto quotidianamente della misura in cui si erano adempiuti o meno i propri doveri. Era dunque un mezzo per valutare il proprio progresso sulla «via della perfezione», ovvero sulla via del conseguimento della padronanza di sé, del dominio ottenuto sulle proprie passioni.

Le domande che può sottoporsi ad un deista sono tutte quelle necessarie per fare un’approfondita autoanalisi. Le più diffuse, che suggeriamo, sono:

  • Sono felice?
  • Sono giusto?
  • Cosa voglio diventare?
  • Come posso migliorare?
  • Sto trattando male qualcuno?

2 – ALTARE DOMESTICO

Una forma di rito casalinga è l’Altare Domestico. Anche questo elemento ritualistico è presente in tante religioni nel mondo.

L’Altare Domestico Deista può essere una semplice mensola, la superficie di un mobile, un tavolino o qualsiasi altra cosa si preferisca dove sono messe delle cose ritenute importanti.

Queste cose possono essere foto delle persone care, sia vive che passate nella dimensione superiore, oppure altri oggetti.

Alcuni mettono oggetti appartenuti a persone care, libri sul Deismo o in generale, simboli spirituali, fiori e frutta, o qualsiasi cosa che risalti la vita, la bellezza, la memoria e tutto ciò che ritiene gratificante il deista in questione.

Alcuni deisti che praticano la meditazione e la contemplazione tengono nell’altare erbe meditative, ove queste siano considerate legali.


3 – ISCRIZIONI ALLE PARETI

Anche la pratica delle iscrizioni alle pareti era una ritualità dei Teofilantropi e di molte religioni nel mondo. Ma cosa sono esattamente?

Queste sono scritte di valore estetico o di incoraggiamento. Possono essere opere d’arte composte da testo e immagine, su Dio e sulla spiritualità, come nell’antichità, oppure in tempi più moderni possono essere infografiche che ci spingono a riflettere e migliorare sempre di più. Qua puoi trovare alcune idee delle Iscrizioni alle Pareti.


4 – RITO DEL DONO

Noi non siamo il nostro corpo, ma la nostra anima. Il corpo non sono altro che particelle che abbiamo preso in prestito dall’Universo creato da Dio, e che un giorno daremo indietro, mentre la nostra anima entrerà in una dimensione superiore. Finché siamo in questo corpo, è giusto poter condividere il Dono che abbiamo ricevuto con chi ne ha bisogno.

Mentre alcune religioni si oppongono alla donazione del sangue, come i Testimoni di Geova, i Deisti promuovono tale pratica, così come tutte le altre forme di donazione, quali: plasma, midollo, capelli, gameti, etc.

Dio ci ha donato la Vita, e quindi donare ci avvicina al Divino.


5 – PRATICHE RITUALI

Qualche deista prega, anche se ciò avviene in modo diverso dalle religioni rivelate. Qualcuno legge la preghiera a Dio di Voltaire, il credo di Thomas Paine o altre famose preghiere deistiche, ma la maggior parte dei deisti che pregano lo fanno con un dialogo diretto a Dio, senza formule decise da altri.

Ancor più della preghiera, i deisti fanno largo uso della Contemplazione, in quanto essi ritengono la ragione lo strumento più importante per capire il mondo e Dio, e quindi la contemplazione quello più importante per ammirarlo e mostrare apprezzamento per la Creazione. Per questo motivo i deisti chiedono la possibilità di poter usare la canapa per scopo contemplativo e di preghiera.


6 – RITI CERIMONIALI

Oggi l’Unione Deista Italiana prevede, attraverso l’istituzione dei Lumi, l’attuazione futura di matrimoni e funerali di stampo deistico. Inoltre sono state fissate delle festività religiose in alcune date per celebrare ricorrenze deistiche.


7 – DIPLOMA DI LUCE e CIMENTO DI VIRTÙ

Il Diploma di Luce (DDL) è il certificato che attesta il ruolo di Lume, ovvero quello di guida organizzativa e spirituale di una comunità di deisti.

Il Diploma di Luce viene conferito ai Deisti che superano il Cimento di Virtù. Il capostipite del movimento deista italiano, Leonardo Da Vinci, sosteneva che: “al cimento si conosce il vero oro.”

Il Cimento sussiste in una serie di prove a cui un aspirante Lume deve sottoporsi, tra cui un questionario scritto ed un colloquio con un Lume dell’Unione Deista Italiana.

L’incarico ha oneri e onori. Esso è a titolo gratuito, ma il Lume ha il diritto di richiedere rimborsi economici per l’attività svolta in nome dell’UDI.

Essere un Lume significa potersi sentire parte attiva di un processo storico che porterà miglioramenti costanti nella società umana.


8 – FESTIVITA’

Quando venne chiesto al deista Voltaire se fosse favorevole a delle pubbliche funzioni, egli rispose:

« Sì, con tutto il cuore. Riuniamoci quattro volte all’anno in un gran tempio con musica, e ringraziamo Dio di tutti i suoi doni. V’è un solo sole. V’è un solo Dio. Vi sia una sola religione. Allora tutti gli uomini saranno fratelli. »

Il deismo non ha festività strutturate o dogmi religiosi specifici come le altre religioni, ma l’idea di celebrare quattro festività basate sugli equinozi e solstizi, come suggerito da Voltaire, potrebbe avere senso per i deisti che desiderano onorare la natura e le sue leggi intrinseche e può essere vista come un modo per i deisti di connettersi con la natura, celebrare i suoi doni e promuovere valori morali e spirituali senza ricorrere a credenze delle religiose tradizionali. Queste festività potrebbero fornire un’opportunità per i deisti di esprimere la loro gratitudine per la bellezza e la complessità del mondo naturale.