Stephen Hawking

Stephen William Hawking (Oxford, 8 gennaio 1942 – Cambridge, 14 marzo 2018), è stato un cosmologo, fisico, matematico, astrofisico, accademico e divulgatore scientifico britannico, fra i più autorevoli e conosciuti fisici teorici al mondo, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri, sulla cosmologia quantistica e sull’origine dell’universo.

Negli ultimi anni di vita Hawking si dichiarò ateo, sebbene avesse manifestato in passato interesse per una visione panteista e non trascendente, come quella di Albert Einstein, o una sorta di deismo.

Nel suo libro Dal Big Bang ai buchi neri scrive:

“Si potrebbe ancora immaginare che Dio creò l’universo nell’istante del big bang, o addirittura successivamente, in modo tale da dare l’apparenza che ci fosse stata una
grande esplosione primigenia, mentre non avrebbe alcun senso supporre
che l’universo sia stato creato prima del big bang. Un universo in espansione
non preclude un creatore, ma pone dei limiti circa il tempo in cui egli
potrebbe aver compiuto questo lavoro.”


“Alcuni pensano che la
scienza dovrebbe occuparsi solo della prima parte (quella delle leggi): essi
considerano il problema dello stato iniziale un argomento da lasciare alla
metafisica o alla religione. Secondo loro, Dio, essendo onnipotente, avrebbe
potuto iniziare l’universo in qualsiasi modo a suo libito. E così potrebbe
essere veramente, solo che in tal caso avrebbe potuto anche farlo
sviluppare in un modo completamente arbitrario. Pare invece che egli abbia
scelto di farlo evolvere in un modo molto regolare secondo certe leggi. Pare
perciò altrettanto ragionevole supporre che anche lo stato iniziale debba
essere governato da leggi.”

“La scienza sembra avere scoperto un insieme di leggi che, nei limiti posti dal
principio di indeterminazione, ci dicono in che modo l’universo si svilupperà
col tempo, purché ne conosciamo lo stato in un tempo qualsiasi. Queste
leggi potrebbero essere state decretate in origine da Dio, ma pare che da
allora egli abbia lasciato l’universo libero di evolversi nel rispetto di tali leggi
e che si astenga dall’intervenire direttamente in esso. Ma in che modo egli
scelse lo stato o configurazione iniziale dell’universo? Quali sono le
«condizioni al contorno» all’inizio del tempo?
Una risposta possibile consiste nel dire che Dio scelse la configurazione
iniziale dell’universo per ragioni che noi non possiamo sperare di capire. Una
decisione del genere sarebbe stata certamente alla portata di un essere
onnipotente, ma se egli diede inizio all’universo in un modo tanto
incomprensibile, perché decise di lasciarlo evolvere secondo leggi che
possiamo capire?”

“Nel modello del big bang caldo descritto sopra, nell’universo primordiale
non ci fu abbastanza tempo perché il calore potesse fluire da una regione a
un’altra. Ciò significa che lo stato iniziale dell’universo avrebbe dovuto avere
dappertutto esattamente la stessa temperatura per spiegare come mai il
fondo a microonde abbia la stessa temperatura in qualsiasi direzione verso
cui possiamo puntare i nostri strumenti. Anche la velocità di espansione
iniziale avrebbe dovuto essere scelta con grande precisione perché la
velocità di espansione attuale fosse così vicina al valore critico necessario
per evitare l’arresto dell’espansione e l’inversione del movimento. Ciò
significa che lo stato iniziale dell’universo dev’essere stato scelto davvero
con grande cura se il modello del big bang caldo è corretto, a ritroso, fino
all’inizio del tempo. Sarebbe in effetti molto difficile spiegare perché mai
l’universo dovrebbe essere cominciato proprio in questo modo, a meno che
non si veda nell’origine dell’universo l’atto di un Dio che intendesse creare
esseri simili a noi.”

“Se però perverremo a scoprire una teoria completa, essa dovrebbe essere
col tempo comprensibile a tutti nei suoi principi generali, e non solo a pochi
scienziati. Noi tutti — filosofi, scienziati e gente comune — dovremmo allora
essere in grado di partecipare alla discussione del problema del perché noi e
l’universo esistiamo. Se riusciremo a trovare la risposta a questa domanda,
decreteremo il trionfo definitivo della ragione umana: giacché allora
conosceremmo la mente di Dio.”

Hawking affermò di “non essere religioso, nel senso normale” e credere, in base anche alle proprie convinzioni strettamente cosmologiche, che:

“l’universo è regolato dalle leggi della scienza. Le leggi possono essere state decretate da Dio, ma Dio non interviene per infrangere le leggi”.